Salvatore Vendemmia - Aversa, Vito Ferrara - Roma, Ilaria Pezone - Aversa, Domenico Perri - Aversa, Maria Vendemmia - Napoli

INTRODUZIONE

I disturbi da ipersensibilità sono l'espressione di reazioni immunitarie esagerate o non appropriate verso antigeni estranei, comprendono le allergie, le atopie e quelle che sono erroneamente rivolte contro componenti del nostro corpo, e che vengono definite "malattie autoimmuni".

 

CLASSIFICAZIONE

Distinguiamo quattro tipologie di reazioni da ipersensibilità 
TIPO I: IgE, ipersensibilità immediata (da pochi minuti fino a quasi un'ora) 
TIPO II: IgG, danni litici (5-8 ore) 
TIPO III: IgG, danni da immunocomplessi (giorni) 
TIPO IV: Danno provocato dai linfociti T (ritardata ipersensibilità, da 48 a 72 ore). 
Tali differenti tipologie si verificano perché il sistema immunitario reagisce, verso un antigene. in modo eccessivo, causando un danno. Queste eccessive risposte sono mediate dagli anticorpi o dai linfociti T, e ci hanno permesso di identificare 4 prototipi di danno da reazioni immunologiche. 
I tipi I, II, III sono mediati dagli anticorpi, il tipo IV è mediato dai linfociti T. 

 

TIPO I, IPERSENSIBILITA' RITARDATA (Allergia o Atopia) 

Tale patologia è mediata dalle IgE. L'antigene si lega alle IgE già legate ai mastociti tissutali ed ai granulociti basofili ematici, ed innesca un processo di rilascio di ulteriori e dannosi mediatori: quelli preformati rappresentati da istamina, fattori chemiotattici e proteasi, quelli sintetizzati: leucotrieni, prostaglandine, citochine, fattori attivanti le piastrine. 
Questi mediatori provocano vasodilatazione con aumento della permeabilità capillare, iperproduzione di muco, spasmi della muscolatura liscia ed infiltrazione di eosinofili nei tessuti, di cellule T helper di tipo 2 e di altre cellule che aggravano il processo infiammatorio. 
L'ipersensibilità immediata o di tipo I è comunemente indicata come allergia o atopia, si manifesta generalmente dopo pochi minuti, colpisce circa il 40% delle persone e si verifica quando il soggetto viene a contatto con allergeni in genere innocui, verso i quali si è sensibilizzato in precedenza. 
Veniamo a CONTATTO, MANGIAMO PROTEINE ed INALIAMO, ed alcune di queste possono essere allergeni. Gli allergeni non sono rappresentati esclusivamente dal polline, ma anche da feci di acari, veleni di insetti, farmaci, ecc.
L'ipersensibilità tipo I origina con l'attivazione dei linfociti T helper specifici verso i peptidi delle molecole HLA. Una volta attivati i linfociti T helper rilasciano IL-4 e IL-13, citochine che attivano i linfociti B il cui BCR tiene legato l'allergene, e guidano la differenziazione verso la produzione di IgE. (Figura 1) 


Le IgE si legano al recettore delle catene pesanti delle IgE; tale recettore è presente sui mastociti ed i granulociti basofili. 
Il legame dell'allergene con le IgE ancorate alla membrana plasmatica dei mastociti e dei basofili, porta alla deformazione dei recettori delle IgE e dell'Fc con conseguente attivazione delle cellule e successiva degranulazione. (Figura 2) 


La degranulazione dei basofili e mastociti provoca il rilascio di granuli contenenti istamina, proteasi, prostaglandine e citochine (TNF ed IL-4) (Figura: 3) 

Dobbiamo tener presente che, generalmente, per ATOPIA intendiamo una esagerata risposta immunitaria IgE mediata. Tutte le malattie atopiche sono disturbi da ipersensibilità Tipo I. Per ALLERGIA indichiamo qualsiasi risposta immunitaria eccessiva verso un antigene estraneo, indipendentemente dal meccanismo.

 

TIPO I - SINTOMATOLOGIA 

La manifestazione clinica dipende dalla quantità di IgE presente nel paziente, dalla via di introduzione dell'antigene e dalla dose. 
La forma più grave e pericolosa di ipersensibilità immediata è l'ANAFILASSI SISTEMICA, causata dalla massiva degranulazione di mastociti e basofili in quasi tutti i tessuti del paziente che si presenta con pericolosi edemi, soprattutto a livello laringeo, con repentina caduta della pressione arteriosa. 
Se l'allergene viene introdotto in piccole quantità, la reazione è più lieve e sopportabile: rinite, sinusite, eczema, asma. 
In alcuni individui è stata riscontrata una predisposizione genetica all'allergia: essa consiste nell'avere molecole HLA che presentano i peptidi di un allergene, ed hanno TCR che riconoscono con facilità il complesso HLA-peptide.
In altri soggetti la predisposizione genetica è rappresentata dalla produzione di maggiori quantità di IL-4 ed IL-13 che stimolano, in modo più efficiente, i linfociti B a produrre IgE specifiche. 
Le malattie atopiche colpiscono occhi, cute, naso, polmoni e sono prevalentemente rappresentate da: dermatite atopica, orticaria, congiuntivite, angioedema, asma allergico, rinite allergica, reazioni a punture velenose. 

 

TIPO II: DANNI LITICI DA ANTICORPI 

Questa patologia è causata da ipersensibilità citotossica anticorpo-dipendente e si verifica quando l'anticorpo si lega ad antigeni cellulari superficiali, oppure ad una molecola legata sulla superficie cellulare. La struttura antigene-anticorpo che si forma, attiva le cellule che generano una tossicità cellulo-mediata anticorpo e/o complemento dipendente. 
Le cellule dei tessuti sono distrutte dalle cellule NK, dai neutrofili e dagli eosinofili con il meccanismo antibody dependent citotoxicity (ADCC) Fig. 4 


In differenti casi, per opera del complemento, il legame degli anticorpi agli antigeni tissutali, determina la lisi cellulare. I recettori dei leucociti, attivati dalla cascata del complemento, rilasciano i radicali reattivi dell'ossigeno ed enzimi proteollitici che danneggiano ulteriormente i tessuti colpiti. 
Le anafilotossine rilasciate dal complemento attivato generano una azione chemiotattica che aumenta il numero delle cellule coinvolte nel processo. Fig 5 


Purtroppo molti leucociti sono dotati, oltre al recettore per il frammento Fc degli anticorpi, anche del recettore C3b, una proteina originata dalla cascata di attivazione del complemento. 
Concludendo le patologie mediate da reazioni di tipo II comprendono: rigetto iperacuto di trapianto d'organo, anemie emolitiche Coombs positive, tiroidite di Hashimoto, sindrome di Good-Pasture (malattia da anticorpi anti membrana basale glomerulare), ecc. 

 

TIPO III - MALATTIA DA IMMUNOCOMPLESSI

Questa malattia è generata da un processo infiammatorio come risposta alla deposizione, nei vasi e nei tessuti, di immunocomplessi antigene-anticorpo circolanti. Tali immunocomplessi possono attivare il sistema del complemento oppure legarsi a particolari cellule immunitarie attivandole e provocando il rilascio di mediatori della infiammazione. Fig. 6 


Quando gli immunocomplessi sono prodotti in grande quantità non possono più essere smaltiti dai globuli rossi e dalle cellule con attività fagocitica, cosa che avviene in condizioni di normalità. Gli immunocomplessi si formano e si dissolvono in relazione alla quantità di anticorpo ed antigene presenti nell'organismo. 
In normali condizioni anche una grande quantità di anticorpi generati dalla risposta immunitaria verso un antigene microbico, non da origine ad immunocomplessi (Fig: 7) 


In genere si formano piccole quantità di immunocomplessi che fisiologicamente sono eliminati dagli eritrociti provvisti di recettori per le proteine del complemento. Anche i leucociti possono eliminarli perché, oltre a possedere recettori per le proteine del complemento, posseggono anche il recettore per il frammento Fc delle IgG (fig: 8). 


Purtroppo con l'introduzione di quantità elevata di antigene o per la presenza di infezioni croniche, si formano in continuazione grandi quantità di immunocomplessi che non è possibile eliminare. 
Quando i complessi immuni si depositano nei tessuti, si attiva il complemento, vengono identificati dei leucociti che esprimono il recettore dell'Fc delle Ig ed i recettori per i fattori complementari. Si attiva così un processo infiammatorio cronico: gli immunocomplessi si accumulano nei vasi sanguigni e nei glomeruli renali causando malattie croniche: nefriti, arteriti, vasculiti. 

 

REAZIONI DA IPERSENSIBILITÀ TIPO IV 

Si manifestano 2/3 giorni dopo l'introduzione dell'antigene che provoca la reazione. Il ritardo è dovuto perché questa patologia è mediata dai linfociti T e non dagli anticorpi. 
Queste reazioni ritardate si manifestano verso numerosi antigeni che attivano i linfociti TCD4+ e CD8+, e provocano un evidente infiltrato linfocitario ed edema nella zona dove si è infiltrato l'antigene scatenante. 
I linfociti CD4+ attivati consentono il rilascio di citochine che attivano un processo flogistico locale, ed attivano anche i macrofagi con cui causano il danno tessutale. 
Tale danno diventa più accentuato se si attivano i linfociti CD8+. 
Le reazioni di tipo IV sono: sindrome di Stevens Johnson, polmonite da ipersensibilità, necrolisi epidermica bollosa, dermatite da contatto, etc. Nel fegato, in seguito ad infezioni virali, l'attivazione dei linfociti T porta alla distruzione delle cellule epatiche infette con conseguente danno del tessuto epatico. 
Tale patologia è inoltre responsabile del rigetto nei trapiantati, dell’eliminazione delle cellule invecchiate, di quelle mutate e tumorali. 

 

BIBLIOGRAFIA

  • Gian Luigi Marseglia, Nuove Prospettive Terapeutiche Nelle Malattie Allergiche. Aggiornamenti in Neonat. e Ped: pagg.135-138 Cuzzolin Editore Napoli Anno 2024 
  • Pasquale Comberiati Anaphylaxis in children Agg. in Neonat, e Pediatria.pagg.91-93 Cuzzolin Ed. Napoli Anno 2024
  • Tejedor Alonso et Alii Epidemiology of Anaphylaxis Clin Esp. Allergy 2015 Jun,45(6)11111027-39
  • S. Roberts G. et Alii Guidelinesof effective transition of adolescents and young adults with asthma and allergy - Allergy 2020 Nov. 75(11),2734-2752
  • Università degli studi di Torino: https://medtriennalisl.campusnet.unito.it